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L’importante non è l’Arrivo

La società in cui viviamo oggi, ci richiede di arrivare a raggiungere determinati risultati. Infatti, ci obbliga a diventare tutti snelli d’estate per la famosa “prova costume”, ci obbliga ad avere addominali scolpiti, ci obbliga a vestirci in un determinato modo e ci obbliga ad avere un certo grado di cultura e preparazione.

Tutti questi obblighi ovviamente non sono forzati per legge, ma dalla società. Infatti noi possiamo essere grassi, vestirci con una tuta non di marca e indossare un cappello da cowboy, ed essere ignoranti, solo che se scegliamo di andare fuori dalle righe, non faremo parte della società. Ora dimmi tu se questo non è essere manipolati! Dobbiamo essere tutti in un certo modo perchè questi sono i modelli che ci vengono proposti.

Ma tu hai mai visto in un film romantico di Hollywood dove il protagonista è un attore sovrappeso che interpreta scene serie?? Ma ovvio che no! Quello sovrappeso non può interpretare scene e ruoli seri, quei ruoli spettano ai “belli”. L’attore sovrappeso invece può solo interpretare ruoli comici.

Ecco che da questo piccolo esempio di modello proposto, possiamo trarre immediatamente delle conclusioni. Questo modello del sovrappeso = simpatico (e non intelligente, serio, astuto, romantico), si ripercuote anche nella nostra quotidianità!!

Così, una persona sovrappeso, che vuole fare colpo su di un ragazzo/a, ha come arma a sua disposizione solo la simpatia e nient’altro. Se vuole essere bello e affascinante deve perdere peso e raggiungere una taglia ridicola.

LA TAGLIA 38 NON E’ DA ESSERE UMANO!!!!

Così, si prova ad andare in palestra e affrontare una dieta più adeguata in un primo momento. Dopo un calo repentino di peso diventa poi veramente difficile dimagrire ulteriormente. Ecco perchè molti decidono di sostituire la forza di volontà con gli attrezzi del dottore! Una bella liposuzione, un bel ciclo di steroidi, ed il gioco è fatto!!

E’ così facile e comodo ottenere dei risultati immediati che l’essere umano è sprezzante dei rischi che questi comportano. In una palestra che ho frequentato, ho conosciuto un ragazzo che era un armadio: 1,90 di altezza per 120 Kg di muscoli.

Una volta questo ragazzo mi confessò che assumeva steroidi anabolizzanti, e che questi erano in grado di procurargli un grande vantaggio sul lato fisico. Grazie al primo ciclo di punture, riusciva già a notare una forza incredibile nel proprio corpo. Riusciva a sollevare e spostare  pesi che prima non poteva mai immaginare di farlo. Grazie al secondo ciclo di punture, ha iniziato a definirsi: gli spuntarono fuori due pettorali enormi e due addominali da far invidia agli attori del film “300”.

Quando lo conobbi era ormai al terzo ciclo di dosi, e mi disse che voleva smettere perchè incominciava ad accusare i primi colpi: infezioni, problemi di erezione, brufoli enormi su tutto il corpo, insomma, classici effetti collaterali degli steroidi.

Tutto questo per cosa? Per andare in spiaggia e far girare le ragazze a guardarci? Dopo che, se smettiamo di assumere queste dosi ritorniamo nessuno come prima? Che senso ha?

Si hanno molte più soddisfazioni con un duro lavoro costante, ed una grande forza di volontà, dove il tuo sudore e la tua stanchezza sono i soli in grado di procurarti dei riusultati.

No pay, no game!

Questo detto americano riassume un po’ tutto il nocciolo del discorso: se non ti dai da fare, non riesci ad essere in gioco! Ma darsi da fare significa iniziare a credere di poter arrivare ad un dato risultato con le proprie forze!

Tutti sono in grado di diventare belli e forti grazie alla chirurgia e agli steroidi ma che sfizio c’è?!

Non è importante dove arrivi, ma come affronti le difficoltà durante il percorso!

Un dato percorso è in grado di darti un bagaglio di esperienze non indifferente, è in grado di lasciarti belli e brutti ricordi, è in grado di farti evolvere, è in grado di non farti commettere più gli stessi errori.

Bisogna godersi il presente del percorso senza pensare troppo alla meta (ma senza per questo perderla di vista). Lo stesso principio bisogna attuarlo anche sul guadagno online. Bisogna vivere il presente con estrema fiducia nei propri mezzi, con determinazione e audacia. Bisogna sempre seguire il proprio percorso senza bruciare delle tappe.

Non pensare (ma soprattutto sperare) che sia una vincita al superenalotto a cambiarti la vita. Sei solo tu stesso il solo in grado di crearti una vita perfetta grazie al duro lavoro che ci metterai nella tua strada del guadagno col blog. 

Krikko

3 thoughts on “L’importante non è l’Arrivo”

  1. Trackback: upnews.it
  2. Umberto says:

    Bellissimo articolo KRIKKO, complimenti.
    La triste verità l’hai chiaramente espressa in poche righe: siamo manipolati dalla società!
    E la cosa peggiore è che nemmeno ce ne rendiamo conto!
    Tu fai l’esempio dei film di Hollywood, prova però a pensare ai cartoni animati della Walt Disney….oddio non sono la persona indicata per parlarne perchè adoro sia lui sia i suoi cartoni 🙂
    Comunque sia….Biancaneve era una principessa (bella, magra e che sapeva canticchiare agli uccellini) che un bel giorno incontra il suo principe azzurro (anche lui bello, magro e che sapeva canticchiare).
    La Bella addormentata nel bosco è l’esatta fotocopia di Biancaneve (diciamo un copia-incolla in linguaggio moderno).
    Cenerentola ricalca la stessa identica storia, con una variante molto interessante però; lei prima era una povera donna delle pulizie che poi, un bel giorno, incontra il suo principe azzurro e diventa principessa.
    Nella mente delle bambine cosa succede?
    “Sono nata in condizioni simili a quelle di Cenerentola….posso quindi seguire lo stesso suo percorso.”
    Peccato però che non sono tutte belle come Cenerentola e quindi il sogno muore sul nascere.
    Beh potrei andare avanti con i cartoni animati, ma quello che voglio sottolineare è come fin da piccoli ci inculcano nella testa certi stereotipi, i quali poi si imprimono nella memoria in maniera indelebile fino ad arrivare agli eccessi dei giorni d’oggi.
    Siamo nel 2011 e ammetto di guardare poca televisione, però so che esistono diversi programmi televisivi dove mettono in relazione proprio il “bello = bene” ed il “brutto = male”.
    In altre parole, se sei bello/a puoi fare un certo tipo di cose ed ambire a raggiungere un certo tipo di traguardi, se non lo sei ti puoi ritirare dai giochi perchè non hai nessuna speranza.
    E non sto parlando di ragazze che pesano 70 kg escluse dal mondo della moda…..mi riferisco magari a persone valide che però sono poco “appariscenti” e quindi vengono licenziate o escluse da lavori normalissimi.
    Ricordo di una ragazza (sovrappeso secondo gli standard aziendali) che fu licenziata dal suo lavoro da impiegata proprio a causa del suo aspetto fisico.
    E l’azienda si giustificò dicendo che quella posizione ricoperta doveva comunque confrontarsi con un pubblico esterno e che quindi comportava una bella presenza.
    Credo che sia inutile commentare una simile dichiarazione e chiudo così il mio commento KRIKKO, penso di aver reso abbastanza l’idea 😉

  3. krikko says:

    Hai reso è come Umberto!! Quest’ultima tua dichiarazione mi ha lasciato a bocca aperto…è assurdo!!! Comunque hai ragione, dai cartoni si iniziano a dare messaggi subliminali molto forti. Ma vorrei farti anche un’altro piccolo esempio. C’hai presente la Barby? C’hai presente “Ken”, il suo ragazzo? Negli inizi degli anni novanta questo era stato creato bello, magro e basta. Se vai a vedere le nuove creazioni di questo dal 2000 in poi, sono tutti fisicati!!

    Diciamo che purtroppo anche i venditori si sono dovuti adattare all’esigenza della società… E hanno preferito fare un Ken muscoloso e effettuare 200.000 vendite, piuttosto che un Ken non muscoloso effettuandone solo la metà. Purtroppo questa società condiziona tutto e tutti, è un vero e proprio sistema che deve cadere, però ricordiamoci sempre che siamo NOI a portarlo avanti.

    Spero che un giorno le cose cambino…

    Grazie per il tuo commento Umberto!

    Krikko

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