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Passaggi per Guadagnare Online [La Guida]

Quali sono i passaggi per guadagnare online? Qui le risposte per tutti coloro che mi pongono questa domanda, per email o sui social.

La risposta è un po’ lunga ma essenzialmente semplice: per iniziare, dimenticati del mondo online e pensa al mondo offline, quello della vita reale. Quali sono i modi per guadagnare? Ce ne sono tanti – naturalmente stiamo parlando di quelli leciti – così come online. Se vogliamo riuscire a riassumere tutto, anche se superficialmente, in una sola risposta, potremmo dire che innanzitutto è necessario fare una ricerca di mercato per comprendere a quale target di utenti corrisponde una determinata esigenza; poi capire quale prodotto può soddisfare quell’esigenza o risolvere quel problema e, infine, vendere tale prodotto.

Questi sono i primi tre step. Se trasferiamo questo concetto nell’online, non cambia niente: bisogna sempre iniziare con una ricerca di mercato, ma in questo caso saremo molto facilitati e tutto sarà più semplice. Nell’online è tutto estremamente tracciabile: ad esempio, se realizzeremo una pubblicità avremo la possibilità di monitorare e vedere quanti tra coloro che l’hanno visualizzata hanno poi realmente acquistato il prodotto. Come detto, questo è il primo dei tre passaggi. Una volta comprese le necessità del pubblico, dovremo trovare un prodotto e poi venderlo.

Sicuramente tu avrai, come me e come tutti quelli che sono partiti senza avere una guida, provato diverse strade sul web, ma io credo che questi siano gli step obbligatori per chiunque si affacci al mondo del guadagno online. Probabilmente sarai passato per AdSense e per tanti altri sistemi di guadagno, fino a giungere ad una conclusione ovvia ma non banale: per guadagnare devi vendere. Senza vendita, non c’è guadagno.

Bisogna quindi lasciar perdere tutti quei modi per guadagnare qualche spicciolo, come compilare sondaggi, guardare pubblicità eccetera; questi sono metodi che vanno bene per i più giovani che necessitano, magari, di denaro soltanto per pagare la pizza nel week-end con gli amici e che non hanno molte pretese.

Iniziamo a parlare dei passaggi più importanti. Il primo passaggio, quello dell’analisi di mercato, è facile e comprensibile per tutti. Per quanto riguarda il secondo passaggio, bisogna ricordare che se nella vita si può aprire un negozio, sul web si può aprire un e-commerce, un canale YouTube, oppure Twitter, Facebook, Instagram o qualsiasi altra cosa a scelta. L’importante è farlo bene!

A questo punto abbiamo bisogno di un prodotto: o lo crei tu e ti occupi di realizzarlo, oppure utilizzi il marketing di affiliazione, che consiste nel rivendere un prodotto già realizzato da altri ottenendo delle percentuali su ogni vendita. Naturalmente, se il prodotto lo realizzi in prima persona guadagnerai il 100% sulla vendita. Nel caso invece del marketing di affiliazione non ci sarà alcuna perdita di tempo perché si dovrà soltanto rivendere il prodotto pubblicizzandolo: ovviamente, in caso di vendita, la tua percentuale di guadagno sarà minore perché la maggior parte del ricavato andrà a chi si è occupato della realizzazione del prodotto. Si tratta, in genere, di un guadagno del 30% o se ci rivolgiamo ad Amazon anche di percentuali più basse, come il 3%. Nella categoria elettronica si può arrivare anche al 10%.

Ormai sono chiari i motivi per i quali è preferibile realizzare un proprio prodotto piuttosto che rivendere quelli degli altri. Per esperienza ti dico che i prodotti altrui possono non essere duraturi; nel caso di un prodotto da te realizzato, sai quanto tempo hai impiegato, conosci il contenuto e sei consapevole che sarà messo in vendita anche per molti anni. Nel caso dell’affiliazione, viene fatto il lancio e viene sponsorizzato il prodotto, ma poi capita che dopo anche solo un mese il sito scompaia, assieme alla landing page e al prodotto.

Questo comporta una perdita in fatto di immagine, ma anche di tempo in quanto bisognerà andare su tutti i propri siti e social a rimuovere il link rotti.

Se invece tu hai creato la pagina ed il prodotto, avrai il massimo controllo sulla situazione e potrai gestire tutto al meglio.
Tutti quei business gestiti da siti che non ci appartengono, come YouTube o Instagram, non sono di tipo sostenibile perché può succedere di tutto in qualunque momento. Ad esempio, a fine novembre verrà discussa una proposta di legge – che potrebbe essere accettata o respinta – in cui i big di informazione come YouTube dovranno decidere se prendere interamente la responsabilità dei video caricati da altri.

Questo serve per difendere il diritto d’autore: quando ad esempio io carico un video sono certo di inserire materiale del tutto originale, come musiche, parole utilizzate eccetera. Se qualcuno ritiene che il video non sia originale, può sporgere denuncia e ne risponderà l’autore. Se invece questa legge verrà approvata, a rispondere ad ogni denuncia sarà sempre e solo YouTube. Ne consegue che prima di approvare un video Youtube dovrà controllarlo minuziosamente: è chiaro quindi che ci sarà una mole di lavoro infinita per controllare ogni singolo video che viene caricato. Di conseguenza un video caricato oggi potrebbe essere approvato tra un mese: ne risentiranno i video di news, che quando verranno pubblicati potranno parlare già di qualcosa di obsoleto. Forse l’approvazione automatica sarà data alle grandi aziende e questo sarà penalizzante per i i canali con pochi iscritti.

Come vedi, qui in Italia, ma anche all’estero, vengono messe delle leggi che non vanno ad incentivare i creativi ma solo a penalizzarli. Dunque creare un prodotto ha i suoi pro, come il massimo controllo, ma anche dei contro, come il grande lavoro per organizzare la tabella di marcia e la realizzazione.

Ma che cos’è il prodotto? Innanzitutto bisogna sapere che è possibile realizzare qualsiasi cosa. Se si tratta di un prodotto fisico allora il tuo diventerà un e-commerce (cosa che prevede grande fatica e costi, come l’iscrizione alla camera di commercio); se invece vogliamo partire in piccolo, possiamo iniziare con il materiale digitale e in questo campo ci sono e ci sono state persone che hanno avuto grandi risultati. In questo caso non ci saranno costi di spedizione, di costruzione, ma venderemo informazioni in varie forme: audio, ebook, Excel, PowerPoint o video. Di conseguenza si potrà divulgare tutto in modo più facile e con uno spettro più ampio di modi, ovviamente tutto in formato digitale.

Non ci saranno costi di apertura del negozio, del magazzino, non dovremo conservare nulla, e questi non sono vantaggi da poco.
Per realizzare un prodotto di informazione come un videocorso servono alcune conoscenze collaterali: sicuramente si può improvvisare ed ottenere dei risultati, ma con delle conoscenze e delle cose fatte bene si ottengono altri tipi di risultati.

Nel corso che ho realizzato e che si chiama Deus Pecunia ho spiegato tutti i passaggi per dare vita ad un videocorso: ho parlato di quali sono gli strumenti da acquistare (ci sono sempre degli investimenti da fare: se vogliamo realizzare un prodotto professionale abbiamo bisogno di software professionali), l’attrezzatura e come si utilizza, come si fa un buon videocorso, come metterlo in vendita – dato che spesso si spende molto tempo per un prodotto ma poi non si riesce a venderlo – come trovare clienti e come fidelizzarli.

Queste sono cose che si possono trovare qua e là sulla rete ed io le ho concentrate tutte in un unico videocorso realizzato da un unico autore, quindi con un modo di spiegare identico: un aspetto sicuramente positivo perché ascoltare guide di differenti autori può creare confusione, per via dei modi diversi di spiegare e di esprimersi.

Dai un’occhiata al corso e buon divertimento!

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