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Occorre ancora un Blog per Guadagnare Online nel 2019?

Oggi è possibile realizzare un business online senza l’obbligo di avere un blog?

Ti racconto un po’ della mia esperienza: io ho cominciato a fare web marketing, quindi ad essere visibile online e su YouTube, dal lontano 2009.

Sul canale Guadagnocolblog ho iniziato nel 2011 ma, nel 2009 ho aperto il mio canale sul pianoforte: i miei primi video erano girati con una videocamera obsoleta (erano gli inizi e solo dopo un po’ di tempo le cose si sono evolute).

Nel 2009, per quanto riguarda il settore musicale non c’era nessun’ altro.

Io ero l’unico e, infatti, ogni mio video faceva migliaia e migliaia di visualizzazioni.

Invece, dell’online marketing c’erano più persone a parlarne.

Io, però, ero l’unico che realizzava video perché tutti gli altri scrivevano articoli o creavano contenuti scritti su di un blog.

Ero il solo ad utilizzare video per comunicare: infatti, se vai a vedere i miei primi vecchi video, noterai che hanno molte visualizzazioni perché all’epoca c’erano algoritmi diversi e c’era molta meno concorrenza.

Però qual è la cosa di cui mi vanto? (E permettimelo, perché me ne vanto davvero tanto).

È che, dal 2009 fino ad oggi, hovisto tantissimi Guru e web marketer (nel periodo 2010 – 2011 – 2012) spuntarecome funghi e, così come nascevano, così sparivano.

Mentre io sono sempre rimasto e ho sempre pubblicato con regolarità.

Questo che cosa fa capire?

Che quei Guru e web marketer che sono spuntati e promettevano l’El Dorado o cose impossibili, probabilmente hanno cercato di puntare tutto sull’online ma hanno fallito.

Se una persona, invece, è presente da più anni in un campo, due sono le cose: o non ha ritorni di nessun tipo ma lo fa comunque per passione oppure vuol dire che qualcosa gli ritorna e quindi, avendo dei ritorni, continua a fare quello che fa.

Un altro piccolo trucco che ti voglio svelare (chiamiamolo così) è che quando vedi delle sponsorizzazioni su Facebook, sempre delle stesse persone, non insultarlo o “imprecare” contro di lui!

Infatti, quando vedi una pubblicità, questa è già sinonimo di un’attività o di un “qualcosa” che funziona.

Come si fa a capire che una cosa funziona?

calendario-articoli

Se vedi delle pubblicità continue, vuol dire che quella persona che fa la pubblicità, da quella pubblicità rientra dell’investimento che ha fatto.

Altrimenti non continuerebbe a spendere centinaia o migliaia di euro per farle: è proprio grazie a quelle pubblicità, probabilmente, che va ad alimentare un business.

Quindi, quando vedi le pubblicità continue di una certa persona, quello è un chiaro segnale che quella “cosa” sta funzionando.

Comunque, tornando al 2009, tutti avevano un blog perché era lo strumento principale per comunicare.

Invece, erano pochissimi che utilizzavano i video (YouTube) come mezzo di comunicazione, anche perché c’erano tecnologie obsolete e trovare strumentazione di qualità e a basso costo era difficile.

Avevamo tutti un blog, perché il blog era molto seguito: mi ricordo che dicevo ai miei utenti che avrei pubblicato un post ogni due giorni e quindi i lettori che mi seguivano sarebbero dovuti venire sul blog guadagnocolblog.it ogni due giorni.

Non dico che erano gli albori di Internet ma anche i lettori italiani iniziavano ad imparare come funzionavano i motori di ricerca, come salvare un sito tra i preferiti e così via.

Quindi, questa era la strategia: scrivere contenuti interessanti sul blog con una certa frequenza, il lettore “immagazzinava” quel dato blog (nel mio caso, guadagnocolblog.it) e ogni tot. di giorni passava per guardare il nuovo contenuto pubblicato.

Oggi i siti sono davvero tanti e diventa davvero difficile ricordare quale sia il dominio di un certo sito internet.

Inoltre, anche la concorrenza è spietata.

L’evoluzione, però, ha portato alla creazione di un database di email in modo tale che una persona può anche dimenticarsi chi sono, come mi chiamo o si chiama il mio blog, ma riceverà periodicamente delle mail nella propria casella di posta elettronica per essere avvisato della pubblicazione di un nuovo articolo e se è interessato, lo andrà a guardare.

Questo è stato lo step successivo fino ad arrivare ai giorni d’oggi in cui non è più necessario avere un blog (che all’epoca serviva per comunicare con le persone che ti seguivano e per pubblicare delle offerte).

Oggi, infatti, con tutti i Social che ci sono, avere un blog non è più strettamente necessario.

A questo proposito, voglio fare una distinzione fra i Social perché ci sono alcuni di questi che non sono motori di ricerca come ad esempio Instagram e Facebook in cui si può solo ricercare un’azienda o una persona ma non i possono ricercare i contenuti che quell’azienda o quella persona pubblicano.

Si possono fare delle piccole ricerche come ad esempio cercare Marco Montemagno (che, da sempre, pubblica un video al giorno su Facebook) ma, se si vuole ricercare un suo vecchio video, l’impresa sarà veramente ardua.

Mentre, ad esempio, YouTube è un ibrido perché è sia un motore di ricerca (non a caso, appartiene a Google) sia un Social network.

Quindi, se si ricorda l’argomento che trattava Marco Montemagno in un certo video, si potrà ricercare qualche parola chiave e, con molta probabilità si riuscirà a trovare il video che si cercava.

Questa è proprio la forza di YouTube!


YouTube è una piattaforma web, fondata il 14 febbraio 2005, che consente la condivisione e visualizzazione in rete di video (video sharing). Gli utenti possono anche votare e commentare i video. Sul sito è possibile vedere videoclip, trailer, video divertenti, notizie, slideshow e altro ancora

Wikipedia.

Inoltre, funge anche da Social network perché aggrega persone, crea community, permette di apprezzare o meno dei contenuti (con le funzioni like e dislike) e, oggi, consente anche la possibilità di pubblicare post scritti (è una funzionalità che va tantissimo).

Infatti, se hai un canale YouTube e ancora non la conosci, ti spiego come trovare questa funzione: saprai già che all’interno di un canale YouTube ci sono le sezioni Home, Video o Informazioni (che mostra il conteggio totale delle visualizzazioni) ma c’è anche la sezione Community, in cui si può pubblicare un post come su Facebook, solo che verrà pubblicato direttamente su YouTube e agli iscritti al canale dovrebbe arrivare una notifica oppure riusciranno a trovare quel post nella Home di YouTube, scorrendo.

Questa evoluzione ha fatto sì che il blog non fosse più indispensabile:ci sono i Social network, questi motori di ricerca, appunto, che permettono di renderti visibile, di farti ricercare e di farti ricordare.

In più, lo dico sempre, lacomunicazione video è la più semplice e la più efficace perché le persone ti vedono e si ricordano della tua faccia.

A me capita, per esempio, che si ricordino di me come di “quello che suona il pianoforte” ma non è che perché faccio il musicista come lavoro, io non possa avere altre passioni o essere interessato ad altro!

Io suono il piano, faccio il musicista di mestiere e faccio concerti ma, siccome è dal 2009 che faccio questo e mi promuovo online costantemente e incessantemente, ho accumulato in questi anni una certa esperienza che condivido, con te e con chi mi segue,all’interno del canale guadagnocolblog.

Quando ai musicisti spiego che sono la stessa persona che suona il piano e che spiega delle tecniche di web marketing, rimangono veramente stupiti.

Ecco perché ho sempre voluto tenere separate le due cose perché non puoi pensare, in Italia, di parlare di arte, che è considerate come una cosa “sacra” e di soldi che sono una cosa “profana”.

Comunque, ti ho detto tutto questo solo per farti capire ancora meglio che oggi, anche solo tramite i Social, è possibile vendere.

Ti faccio di nuovo l’esempio di Marco Montemagno (che è sicuramente uno dei più conosciuti).

Montemagno non ha un blog e, infatti, se lo ricerchi, troverai solamente qualche sales pages o squeezepage (per ottenere indirizzi email) proprio perché lui ha basato tutta la sua visibilità e il suo posizionamento essenzialmente tramite i Social.

Ha fatto per un anno e mezzo video che non hanno riscosso molto successo ma, tramite le sponsorizzazioni,piano piano è riuscito a creare la sua community, prima su Facebook e poi su YouTube e adesso sta cercando altre soluzioni.

Quando sono partito nel 2009…

Ma qual è stato il problema (che ho avuto anch’io)?

Il problema è che quando io sono partito (nel 2009) come punto di riferimento in Italia c’era Robin Good(che è ancora oggi un grandissimo comunicatore).

Robin Good si vantava di essere stato il primo italiano a guadagnare un milione di euro tramite Google Adsense: si tratta di pubblicità inserite su un blog e, in base alle visualizzazioni avute su quel blog, c’è più possibilità che qualcuno clicchi e guardi quelle pubblicità e quindi che ci sia un guadagno.

Quindi, noi della “generazione 2009-2010” del web marketing, siamo cresciuti con questa idea: creare un blog, ottenere tante visite (e quindi tanti clic) per guadagnare: solo questo era il modo per sopravvivere online.

Alla lunga si intuiva che questa strategia non era sostenibile: lo era solamente per blog molto seguiti come quello di Salvatore Aranzulla e, per un certo periodo anche il mio sito Pianosolo.it che aveva 6000 visite al giorno (oggi, per fortuna, sono anche cresciute) e che riusciva a sostenersi.

Poi c’è stata la crisi e il calo degli ingressi pubblicitari e Pianosolo non ha più ottenuto quello stesso successo, quindi ho dovuto reinventarmi, anzi, tutti abbiamo dovuto reinventarci e trovare dei metodi nuovi per monetizzare.

Che cosa era successo?

Era successo che tutti basavano la propria strategia su pubblicità esterne (come Google Adsense) senza creare nulla di fatto, senza, cioè creare alcun business.

Ci si affidava semplicemente a delle pubblicità che garantivano solo pochi centesimi a clic: questo non si poteva considerare, di certo, un business.

Quindi, una volta creata una community di gente interessata e vogliosa di seguirti, che, nel corso del tempo, si fidava di te, non riuscivi comunque a monetizzare nulla.

Molta gente chiedeva consigli: adesempio a me chiedevano di insegnare loro un certo brano o di mostrare un videotutorial di un pezzo; altri mi consideravano il miglior insegnante, pur essendo fisicamente molto distante dal punto di vista geografico.

In sintesi, tanta gente mi seguiva ma nessuno era disposto a pagare qualcosa.

Voglio precisare una cosa: anche se si tratta di un business online, non è detto che per questo abbia meno valore di un business offline.

Anche un business online è rispettabile, occupa comunque del tempo e deve generare entrate.

Nonostante non si paghi l’affitto di una struttura per la propria attività (e questo è sicuramente un vantaggio e una spesa in meno da considerare), non vuol dire che ci si debba “svendere” o lavorare gratuitamente.

In seguito, dal 2014-2015 è iniziato il business dei video corsi.

Tutti i “grandi” ne parlavano: anche Montemagno ha cominciato a pubblicizzare i suoi primi video corsi e, non voglio dire di essere stato il pioniere dei video corsi, ma anche io, insieme agli altri, avevo capito che il metodo principale per monetizzare era, appunto, quello di vendere informazioni.

E questo lo diceva anche Italo Cillo (che purtroppo non è più fra noi) e cioè vendere infoprodotti,che siano ebook, audio oppure, come al giorno d’oggi, video corsi, che sono lo strumento più potente.

Quali sono gli strumenti disponibili per promuovere i video corsi?

I soliti strumenti cioè il blog (che oggi non è più indispensabile), Facebook, Instagram, YouTube e sicuramente arriveranno sempre più piattaforme.

Addirittura, mi diceva un mio amico, che sua sorella è diventata una web star di Pinterest, Social network che io credevo si usasse tantissimo solo all’estero ma a quanto pare è “in voga” anche in Italia.

Questa ragazza è un’artista che dipinge ed è molto seguita.

Non conosco molto di questo Social network però ogni tanto ci capito, perché il motore di ricerca mi ci rimanda soprattutto quando ricerco degli spartiti musicali.

Quindi, ci sono tante possibilità e tanti modi di essere visibili ma bisogna sicuramente trovare i migliori e, soprattutto, bisogna trovare il modo di monetizzare questa visibilità: se il tuo video o il tuo articolo fanno un milione di visualizzazioni ma non “ti fanno entrare in tasca niente”, allora non funziona.

Quindi, spero che queste mie esperienze che ho condiviso con te, ti abbiano arricchitoIl succo è che oggi non è indispensabile avere un blog anzi, è meglio non averlo, così non dovrai nemmeno pagare quei 20 euro all’anno per il servizio di hosting!

Ovviamente sto scherzando.

Ma quello che voglio dirti è che, se hai un blog, tanto meglio, però sappi una cosa (e questo ci tengo veramente tanto a dirlo): non pensare che, una volta aperto un blog e scritto degli articoli, la gente si precipiterà su di esso perché, purtroppo, non è così.

La concorrenza è spietata e, inoltre, affinché il tuo sito inizi ad indicizzarsi sui motori di ricerca in modo organico (ovvero senza pagare), ci vorrà del tempo (mesi o anche anni).

Sugli strumenti per webmaster di Google vengono mostrate le indicizzazioni dei siti.

Se, ad esempio, vado a vedere le indicizzazioni di alcuni articoli del mio sito di web marketing guadagnocolblog.it, vedrò che alcuni articoli non si sono mai indicizzati mentre altri sono in prima, seconda o terza pagina ma per raggiungere questo risultato c’è voluto tempo e che altri blog linkassero al mio.

Solo dopo questo tempo, Google ha capito che il mio blog è un blog di valore e quindi mi ha fatto scalare la sua classifica.

In conclusione ti dico che ogni cosa ha suo tempo: se vuoi il Turbo, devi pagare.

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